Il credito d'imposta

Transizione 4.0 – tutti i fondi per la digitalizzazione delle PMI

Digital, Innovazione.

Il credito d'imposta

Transizione 4.0 – tutti i fondi per la digitalizzazione delle PMI

Digital, Innovazione.

Il mondo sta cambiando, ed il lavoro con lui.

Stare al passo coi tempi e le tecnologie non è più una scelta da prendere in considerazione, da valutare, ma sempre più spesso rappresenta l’unica soluzione per impedire alla nostra attività di essere schiacciata dal peso della concorrenza.

A maggior ragione in un periodo storico in cui, nel pieno della quarta rivoluzione industriale, siamo costretti da una pandemia a gestire le nostre relazioni, personali e commerciali, attraverso device e connessioni. 

È quindi, ora più che mai, necessario investire nella digitalizzazione per far fronte alle nuove dinamiche che si sono imposte nella gestione della comunicazione, del marketing e della stessa organizzazione aziendale.

Le categorie più a rischio, che vanno maggiormente coinvolte in questa trasformazione digitale, sono le PMI, la cui percentuale maggiore, in Italia, è rappresentata proprio da micro aziende a gestione familiare.

Il Governo italiano ha avviato, già da qualche anno, delle misure volte a favorire il processo di sviluppo 4.0 attraverso finanziamenti e sovvenzioni, che sono stati ulteriormente implementati con la Legge di Bilancio 2020, la quale da una parte ha ampliato i fondi e dall’altra ne ha facilitato l’accesso.

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Le principali modalità di finanziamento

  1. CREDITO D’IMPOSTA
  2. BRAND, DIGITAL, INNOVAZIONE E MARKETING
  3. E-COMMERCE E PUBBLICITÀ

Vediamo insieme cos’è il credito d’imposta e come ottenerlo.
Attualmente questo rappresenta il principale sistema per accedere alle sovvenzioni volte alla digitalizzazione, possibile tramite le tecnologie abilitanti, quelle cioè che portano soluzioni o miglioramenti in grado di dare nuova vita al sistema produttivo.

Il credito d’imposta
Recuperare il finanziamento con la detrazione fiscale

Un credito nei confronti dello Stato che va a rimborsare debiti, a pagare le imposte dovute al fisco o che permette di ottenere un rimborso.
Il beneficio viene utilizzato attraverso una compensazione delle imposte erariali.

Questa modalità si serve del modello F24 per effettuare il pagamento delle somme dovute compensando il versamento con i crediti ottenuti.

I titolari di partita Iva sono tenuti a presentare il modello esclusivamente in modalità telematica, con la procedura Entratel o Fisconline.

Ma facciamo un po’ di chiarezza su queste nuove misure di Transizione 4.0, il Programma di Governo lanciato a fine 2019, che ha stanziato 24 miliardi di fondo finanziario.

Le categorie interessate:

  1. BENI STRUMENTALI ORDINARI – EX SUPERAMMORTAMENTO
  2. BENI ‘INDUSTRIA 4.0’ – EX SUPER E IPERAMMORTAMENTO
  3. RICERCA, INNOVAZIONE E DESIGN
  4. FORMAZIONE 4.0

Gli aspetti comuni del credito d’imposta

– A chi è rivolto il credito d’imposta?
A tutte le imprese residenti in Italia, ma anche stabili di soggetti residenti all’estero, e ai professionisti in regime forfettario.

– Quali sono le tempistiche della richiesta?
Per essere rimborsati dalle spese effettuate è necessario ordinare il bene in questione entro la fine del 2020.
Il termine può essere prolungato fino al 30.6.2021 se si effettua il pagamento del 20% sul totale entro l’anno precedente.

– Documentazione e modalità
Il credito viene ripartito in 5 anni di detrazione fiscale: ne è determinante la conservazione dei documenti relativi agli investimenti effettuati.
Il credito d’imposta è utilizzabile solo in compensazione e a partire dall’anno successivo, con 5 quote annuali, attraverso la presentazione del modello F24.

1. BENI STRUMENTALI ORDINARI: EX SUPERAMMORTAMENTO

In questa prima categoria vengono finanziati investimenti in strumenti di produzione, che siano nuovi e caratterizzati da un uso a lungo termine (non ne fanno parte i beni di consumo).

      Legge n. 160 del 27 dicembre 2019 articolo 1 comma da 185 a 197

2. BENI ‘INDUSTRIA 4.0’: EX SUPER E IPERAMMORTAMENTO

Le sovvenzioni sono dirette all’acquisto di beni materiali e immateriali funzionali alla digitalizzazione.
Parliamo di dispositivi per l’interconnessione e il controllo automatico dei processi produttivi, di sistemi computerizzati e beni gestiti da sensori, di sistemi per l’assicurazione di qualità e sostenibilità, rientrano anche quei dispositivi uomo-macchina che migliorino l’ergonomia e la sicurezza sul lavoro.
La detrazione fiscale per l’acquisto di beni materiali copre 5 rate annuali, quella per beni immateriali 3.

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Legge n. 160 del 27 dicembre 2019 articolo 1 comma da 185 a 197
L’elenco dei beni agevolabili è contenuto nell’Allegato A (beni materiali) e
        nell’Allegato B (beni immateriali) della Legge n.232 del 11 dicembre 2016

3. RICERCA, INNOVAZIONE E DESIGN

In questo caso le spese ammesse riguardano il personale, servizi e consulenza, contratti extra-muros, beni materiali mobili e software, nonché materiali e forniture.
Con Innovazione tecnologica si fa riferimento alla realizzazione di un prodotto o di un processo di produzione nuovo o sostanzialmente migliorato, mentre se si parla di Design e ideazione estetica s’intendono nuovi prodotti e campionari di aziende legate alla moda, ai settori orafo e calzaturiero, dell’occhialeria, quanto dell’arredo e della ceramica.
Per accedere a questo finanziamento è necessario presentare, oltre alla certificazione delle spese sostenute, anche una relazione tecnica sulle attività svolte.

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      Legge n. 160 del 27 dicembre 2019 articolo 1 comma da 198 a 209

4. FORMAZIONE 4.0 

Quest’ultimo punto riguarda la formazione del personale, che si impegna in un percorso di acquisizione delle conoscenze indicate nel Piano nazionale industria 4.0.
Queste abilità sono riconducibili al marketing, all’informatica e alle tecniche e tecnologie di produzione, come il data analysis, la cybersecurity, la robotica avanzata o l’IoT.

Nel caso di aziende in cui i lavoratori da formare rientrano nella categoria svantaggiati o molto svantaggiati, il finanziamento sale al 60%.

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      Legge n. 160 del 27 dicembre 2019 articolo 1 comma da 210 a 217

LA NUOVA SABATINI

La misura più popolare attuata per finanziare la digitalizzazione delle PMI è stata la Nuova Sabatini, che nel 2020 ha semplificato la procedura d’accesso all’erogazione del contributo.
È rivolta a micro, piccole e medie imprese di tutti i settori produttivi, fatta eccezione per attività finanziarie, assicurative e connesse all’esportazione.

La Nuova Sabatini finanzia beni strumentali, l’acquisto di impianti, attrezzature, macchinari e hardware a fini produttivi o software e tecnologie digitali.
Questi beni, correlati all’attività dell’impresa, devono presentare un’autonomia funzionale.
È prevista un’agevolazione maggiore per gli investimenti di industria 4.0.

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Per le regioni del Mezzogiorno (s’intendono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) il credito d’imposta è stato potenziato al 45% per le attività di Ricerca e Sviluppo nelle piccole imprese, al 35% nelle medie e al 25% nelle grandi aziende.

È possibile utilizzare tale investimento per coprire le spese del personale, strumentazioni, attrezzature, materiali e forniture, i costi relativi a immobili e terreni, alla ricerca contrattuale, a conoscenze e brevetti acquisiti o ottenuti in licenza, per consulenza e servizi equivalenti.

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 Allegati 6A e 6B della Circolare n.14036 del 15 febbraio 2017

Ecco quindi illustrato il credito d’imposta. Hai altre domande?
Prendi appuntamento: analizziamo insieme il tuo caso, troveremo la soluzione più adatta!

Continuiamo il nostro viaggio tra i finanziamenti pubblici con il prossimo articolo, vedremo altre sovvenzioni: parleremo di marketing, innovazione, brand e digital.

Gaia Canavesi

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