Consigli su come inserirsi nella web economy e salvare il proprio brand.

Covid19 e marketing: come le aziende hanno reagito all’emergenza

Articoli, Innovazione.

Consigli su come inserirsi nella web economy e salvare il proprio brand.

Covid19 e marketing: come le aziende hanno reagito all’emergenza

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Smart working, info-commerce e e-commerce, comunicazione e digitalizzazione sono le soluzioni necessarie per uscire dalla crisi del retail, aggravata dalla pandemia Coronavirus.

L’emergenza Coronavirus ha brutalmente interrotto le nostre abitudini costringendoci a fare i conti con noi stessi, le quattro mura domestiche e la gestione delle nostre attività.
Dopo l’iniziale stato confusionale, abbiamo quasi tutti realizzato la concretezza dell’emergenza e gli spietati numeri delle vittime ci hanno aperto violentemente gli occhi.
Rassegnandoci alle misure attuate dobbiamo mantenere lucidità e correre ai ripari, delineando una nuova gestione del nostro business in linea con la web economy.
Con la chiusura dei negozi, la sospensione della produzione e dei servizi il nostro Paese sta subendo ingenti danni economici e gli italiani stanno affrontando tutte le conseguenze psicologiche annesse. Ma teniamo i nervi saldi, non è il momento di strapparsi furiosamente i capelli (ndr anche i parrucchieri son chiusi!), un respiro profondo, accettiamo la situazione e muoviamoci per ridurre al minimo i danni.

La rivoluzione della digital transformation

Seppur in un contesto drammatico come quello causato dalla diffusione del Covid19, la storia ci insegna che dietro ogni grande crisi si nascondono reali opportunità.
L’Italia intera è connessa, alla prova con il più grande processo di digital transformation che abbia mai affrontato. Una tragica spinta verso una rivoluzione culturale inevitabile che ci obbligherà a inserirci e a partecipare alla trasformazione globale dell’economia, che abbiamo sempre guardato con timore, come da tradizione, restii al cambiamento. Non possiamo più permetterci questa resistenza.
È quindi essenziale rendersi conto dell’imminente necessità di cambiare drasticamente rotta. Cerchiamo di cavalcare la rivoluzione approfittandone per inserirci nelle nuove dinamiche economiche. Tutti i servizi necessari, volenti o nolenti, si sono adeguati attivando lezioni scolastiche in video live, fornendo consulti medici in streaming e implementando le possibilità di acquisti online. È quindi chiaro come l’emergenza Coronavirus stia radicalmente modificando le abitudini dei consumatori.

Smart Working

Il distanziamento sociale ha spinto molte imprese ad attivare modalità di smart working, sfruttando tool per videoconferenze – come Zoom, Hangouts Meet, Skype, WeChat, Microsoft Teams – servizi di archiviazione drive – Google Drive, Dropbox – e software gestionali che permettono il task e il project management – Trello.
A tal proposito vi segnaliamo l’iniziativa ‘Solidarietà Digitale’ del Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione che, in collaborazione con Agid e Digital360, propone uno ‘Smart Working Emergency Kit’ per supportare le imprese fornendo un percorso formativo.

Comunicazione e info-commerce

Primo comandamento: in una crisi emergenziale è necessaria un’accurata gestione della comunicazione, sia interna sia esterna.
Il team dev’essere motivato e rassicurato e, anche in caso di stop produttivo, dobbiamo mantenere la fidelizzazione del cliente continuando a trasmettere la nostra business community attraverso aggiornamenti sulla gestione interna dell’emergenza.
I nostri alleati saranno presenza, tempestività e un atteggiamento propositivo. La chiave è ascoltare i clienti, osservare come cambiano le abitudini del vostro target, e restare al passo, adattatevi e ridefinite il focus degli obiettivi al contesto che stiamo vivendo.
Ora più che mai il silenzio esclude la nostra offerta dal mercato, il brand necessita di un incremento di visibilità e di una strategia di marketing crosscanale, possibile grazie allo sfruttamento degli strumenti interattivi più adatti a seconda della piattaforma – video, sondaggi, contest, campagne virali – il fine è sempre stimolare interesse e partecipazione.
Ricordiamo che in questo periodo il nostro è un pubblico sensibile: siamo presenti, ma consapevolmente, asteniamoci da dannosi fail di una comunicazione aggressiva che rischia di cadere nell’inopportuno, e pensiamo a un modo utile per valorizzare l’esperienza online, attivandoci nel contesto dell’info-commerce, fornendo solidarietà e supporto con la diffusione di materiali informativi e messaggi di sostegno, evitando di concentrarci esclusivamente sulle comunicazioni commerciali.

Cavalcando il newsjacking molte imprese hanno progettato iniziative solidali, mettendo a disposizione gratuitamente la propria tecnologia per la produzione di strumenti utili, come hanno fatto Decathlon e Ferrari con la fornitura delle maschere da snorkeling, di ventilatori e respiratori. Armani, Prada e Calzedonia stanno cucendo camici monouso per infermieri e dottori e, intanto, Carlo Cracco prepara loro il pranzo. Ma tanti altri brand si sono attivati: tutti hanno qualcosa da offrire, basta analizzare e inquadrare le proprie possibilità.

Analisi e raccolta dati

Intanto potete approfittarne per quelle attività che, sommersi dagli impegni, avete sempre rimandato. Attraverso la promozione di servizi gratuiti, potete chiedere agli utenti i loro indirizzi email e concentrarvi sulla raccolta di nuovi contatti.
Sfruttate il vostro tempo per analizzare dati e clienti, per ottimizzare sito e canali social.
Pensate alla creazione di contenuti da diffondere durante e dopo la crisi, e intanto investite su progetti a lungo termine.
Avete l’occasione di sperimentare nuovi campi d’azione, nuovi stili comunicativi e di misurarvi con settori in crescita come il gaming e il virtual entertainment.

E-commerce

Il vero boom di questa rivoluzione si è verificato nell’e-commerce, settore in crescita, che ha avuto un’esplosione di fama. Se lavorate in un settore merceologico è, quindi, fondamentale progettare delle piattaforme o inserire la propria attività su quelle già esistenti, come Amazon, WooCommerce e Magento.

E adesso è l’ora di un’analisi interiore:
Tu e il tuo brand cosa avete da offrire?

Gaia Canavesi

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